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POLVERI DA FIUTO FRA I TAINO DELLE ANTILLE
di Giorgio Samorini

I Taino delle Grandi Antille furono i primi nativi americani ad entrare in contatto con gli europei. La religione taino è focalizzata attorno a una categoria di essere sovrannaturali e di forze spirituali chiamati zemís.

Con lo scopo di comunicare con i zemís, i Taino inalavano una polvere pisocoattiva chiamata cohoba, ottenuta dai bacelli dell'albero Anadenanthera peregrina var. peregrina.

Un caratteristico oggetto di culto taino è lo zemí, in legno, in cui sono generalmente intagliate figure antropomorfe, recanti alla sommità un ripiano piatto, sopra al quale erano collocate le polveri da fiuto al momento dell'inalazione.

Altro elemento di culto taino è il duho, uno sgabello basso su cui si sedeva lo sciamano dopo aver inalato la cohoba. Sembra che la forma dello sgabello comporti una posizione del corpo ideale per sopportare fisicamente gli effetti della polvere psicoattiva.

Un ulteriore strumento peculiare del culto della cohoba è il coltello vomitorio, una lunga e sottile asta, in osso o legno, utilizzata per indurre il vomito fra coloro che avevano assunto la cohoba. Lo scopo dell'induzione al vomito era quello di permettere l'assunzione di ulteriori quantità di cohoba (Torres, 1998).

Una rappresentazione esplicita dell'uso della cohoba si ritrova nella produzione artistica delle grotte di Borbon, nella Repubblica Dominicana, nelle Antille.

Probabile opera di popolazioni della tarda cultura antillana dei Taino, fra le pitture è stato riconosciuto il soggetto del rituale di inalazione della cohoba, eseguito mediante l'uso di lunghe canne fungenti da inalatori (Pagan Perdomo 1978).

In alcuni casi figure antropomorfe stilizzate, disegnate in posizione chinata, inalano la polvere depositata su dei piatti circolari. In altri casi è raffigurata la pratica - diffusa nella regione amazzonica dell'Orinoco - di inalare la polvere della cohoba mediante canne separate, con un individuo che soffia da un lato della canna, mentre l'altro lato è collegato alla narice di un secondo individuo, che inala in tal modo la polvere psicoattiva.

Riferimenti bibliografici

DEIVE CARLOS ESTEBAN, 1978, El chamanismo taíno, Boletín del Museo del Hombre Dominicano, vol. 9(7), pp. 189-207.

FRANCH JOSÈ ALCINA, 1982, Religiosidad, alucinògenos y patrone artisticos Tainos, Boletín del Museo del Hombre Dominicano, vol. 10 (17), pp. 103-117.

KERCHACHE JACQUES (Ed.), 1994, L'art Taïno, Paris-Musées.

PAGAN PERDOMO D., 1978, Nuevas pictografias en la isla de Santo Domingo. Las Cuevas de Borbon, Museo del Hombre Dominicano, San Domingo.

SAFFORD E. WILLIAM, 1916, Identity of cohoba, the narcotic snuff of ancient Haiti, Journal of the Washington Academy of Sciences, vol. 6, pp. 547-562.

TORRES C.M., 1998, Il ruolo della cohoba nello sciamanesimo taino / The Role of Cohoba in Taino Shamanism, Eleusis, n.s., vol. 1, pp. 38-50.

WASSÉN H., 1967, Anthropological Survey of South American Snuffs, in: D.H. Efron et al. (Eds.), Ethnopharmacologic Search for Psychoactive Drugs, Public Health Service Publications, pp. 233-289.

fonte: www.samorini.net

 
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