PSICOFARMACOLOGIA di Richard E. ShultesLa psicofarmacologia studia gli effetti delle droghe, specialmente allucinogene, sul sistema nervoso centrale. Gli effetti degli agenti psicoattivi si ottengono dai costituenti che appartengono alle principali classi chimiche. Hanno tutte una caratteristica comune: sono biodinamiche, influenzando il normale metabolismo del corpo animale. Gli allucinogeni influiscono direttamente sul sistema nervoso centrale, ma possono anche influire su altre parti del corpo. Essi hanno attività sia fisiche che psichice. I loro effetti hanno solitamente breve durata, continuando finché i principi attivi rimangono nell'organismo. Le Pseudoallucinationi - spesso indistinguibili ai profani dalle allucinazioni - possono essere la causa di molte circostanze anormali che rovesciano le omeostasi del corpo, o il normale metabolismo: febbre, digiuno, mancanza d'acqua per lungo tempo, avvelenamenti, etc. Le pseudoallucinazioni possono spesso durare più delle normali allucinazioni. Se una pianta contiene una sostanza attiva, le sue potenzialità mediche sono di interesse farmacologico. La ricerca può indicare che i veri composti allucinogeni hanno valore per fini lontani, diversi dalla loro psicoattività. Un esempio è la scopolamina, un alcaloide della famiglia della belladonna. Prendendolo in dosi appropriate, inebria, inducendo stati tra la coscienza ed il sonno caratterizzati da allucinazioni. La scopolamina, comunque, ha un uso medico non associato con il sistema nervoso centrale: è un antispasmodico e antisecretorio, principalmente nell'apparato digerente e nel tratto urinario. Alcuni psichiatri credono che le malattie mentali sono il risultato di uno squilibrio nella chimica del corpo: "Per ogni pensiero contorto c'è una molecola contorta". Alcuni specialisti in passato pensavano, e continuano a farlo, che "il modello di psicosi" - induce artificialmente stati simili ad alcune anormali condizione mentali - potrebbe essere uno strumento analitico importante. Ci sono molte similiarità tra le condizioni psicotiche, come la schizzofrenia, e gli stati mentali indotti dagli allucinogeni. Se sia o no l'uso degli allucinogeni a creare queste psicosi rimane ancora una domanda, ma ci sono piccoli dubbi che gli allucinogeni potrebbero essere un aiuto sperimentale per capire la funzione del sistema nervoso. Un esperto dichiara che gli studi dei vari aspetti del normale e dell'anormale posso delucidare certe aree dell'entroterra della personalità. Ci si deve ricordare che l'alterazione delle funzioni del sistema nervoso centrale da parte di sostanze chimiche non è una novità; è vecchio come la storia. In passato, specialmente nelle società primitive, gli allucinogeni venivano impiegati nei rituali magico- religiosi di cura, e raramente per svago. In alcune culture gli allucinogeni sono a volte utilizzati per accrescere i contatti sociali o perfino per capire malattie mentali. Se paragoniamo l'uso delle piante allucinogene nelle società primitive con il valore medico vantato per loro da alcuni psichiatri, vediamo che la psicosi modello non è un nuovo sviluppo. Le psicosi indotte artificialmente sono state a lungo utilizzate nelle culture primitive. Nonostante molti psichiatri moderni sono critici sulle psicosi chimiche come strumento per trattare le aberrazioni mentali, è troppo presto per eliminare il loro possibile utilizzo medico. fonte: L'enciclopedia delle piante allucinogene, Ed. Golden Press
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