LA TRANCE DANCE DEI BOSCIMANI di Fabrizio TavernelliIl rituale di guarigione collettivo costituisce l’avvenimento centrale della cultura dei Boscimani. Lo si può considerare come il simbolo di questa società, il cui equilibrio è basato sulla buona salute dei suoi membri. L’obiettivo è di allontanare la malattia e la morte, reale o simbolica, che minaccia il gruppo. La figura centrale è lo Sciamano, il Guaritore o Medicine-man, che entrando nello stato di trance, sogna la persona malata. Questo rituale viene eseguito frequentemente, almeno una volta alla settimana, inizia la sera e dura tutta o parte della notte, avviene preferibilmente nelle notti di luna piena e al cominciare delle piogge. In modo informale le donne si riuniscono dopo aver mangiato intorno ad un fuoco acceso al centro del villaggio. Quando cominciano a cantare e battere ritmicamente le mani, gli uomini si uniscono a loro e danzano nel cerchio di fuoco, i canti e le danze possono continuare per ore in un crescendo in cui si inseriscono momenti di pausa che servono allo sciamano per riprendere le forze. Come in altre esperienze sciamaniche di altre culture, la trance è contraddistinta da lunghi lamenti, rantoli inframezzati da brevi grida acute, da particolari posture e dalla visione. Il medicine-man sente e poi vede lo spirito del morto che ha portato malattia nel villaggio, con questo o più spiriti intraprende una lotta orale in cui la posta in gioco è il malato. Al termine dello scontro lo spirito o accetta di andarsene, in questo caso è semplicemente venuto a "rendere visita", oppure decide di badare al malato, questo significa la sua morte a breve termine. Il guaritore spiega la ragione della malattia intonando un canto, i partecipanti commentano, alcuni lo aiutano e lo sostengono nei momenti di crisi, il dispendio di energia psico-fisica è elevato. La musica ha un ruolo fondamentale, i Boscimani dicono che i canti, le danze ed il suono prodotto dal battito delle mani delle donne e dalle percussioni legate alle gambe, permettono all’energia sovrannaturale racchiusa nel corpo dello sciamano di risvegliarsi. I canti accompagnano nell’attuazione di questa energia, costituiscono un sostegno, un appoggio di cui si ha assolutamente bisogno per entrare in trance e sognare. Durante il viaggio verso il mondo degli spiriti si hanno segnali fisici come la fuoriuscita di sangue dal naso; nelle antiche pitture rupestri viene raffigurato un uomo a cui esce sangue dal naso, rappresentazione simbolica del guaritore. Spesso questo sangue viene passato sul paziente affinchè l’odore lo protegga dalle malattie. Durante la danza lo sciamano si porta avanti con il busto, perché sente la potenza, i muscoli dell’addome si contraggono in una morsa di dolore; si sono riscontrate analogie tra queste contrazioni e la reazione di una gazzella colpita da frecce avvelenate. Una postura distintiva è data dalle mani tenute all’altezza della testa, in questo modo si concentrano intensamente per giungere sino alla soglia della trance. Durante le fasi più acute dell’esperienza il medicine-man comincia a tremare, i muscoli si tendono, la testa si piega da un lato, inciampa, perde l’equilibrio, si presenta una abbondante sudorazione, spesso cade perdendo conoscenza. A volte viene usato un bastone con delle penne denominato Flywhisk, strumento per tenere le frecce della malattia sotto controllo, un altro strumento magico è un frustino di code di Wild Beast o di penne di struzzo. I sonagli legati ai polpacci o alle caviglie, sono ricavati da bozzoli essiccati e riempiti con semi o pezzetti di guscio di uovo di struzzo. Sono considerati un mezzo di energia, vengono scossi lungo la schiena dell’ammalato per estrarre le frecce della malattia. La metafora più comune della danza trance è la morte. Si compie un attraversamento del mondo degli spiriti, si abbandona il corpo per intraprendere il volo sciamanico, si parla allora di "mezza morte", il guaritore avverte dentro di se un senso di freddo. Un’altra metafora è quella del mondo subacqueo, alcuni hanno la sensazione di trovarsi in un ambiente in cui è difficile respirare, in cui si ha una visuale poco chiara, si sperimenta inoltre un senso di leggerezza ed un ripetersi di suoni nelle orecchie. Nelle prime fasi si presentano prospettive inusuali e fenomeni entottici, forme geometriche incandescenti e luci brillanti. Già dall’adolescenza, in certi casi nel bambino, si possono intravedere i segni del futuro sciamano, ma si può raggiungere la trance solamente dopo una certa maturità. Occorre forza ed esperienza per affrontare gli spiriti del male. L’arte del guaritore viene ancora insegnata ai giovani, il futuro sciamano deve esercitarsi tutti i giorni, deve vincere la paura, raggiungere la forza è un gioco della mente. Deve esserci una scelta, una resistenza al dolore, una predisposizione o una trasmissione famigliare, il potere viene trasmesso con un apposito rito dal più anziano. Dopo aver ricevuto il potere, l’iniziato rimane alcune settimane in uno stato confusionario-allucinatorio: una testimonianza riporta la visione di molti uomini bianchi e macchine sulla propria terra. Non sono chiusi come una casta nel loro segreto, ma aperti all’esterno, così come non sono disturbati dal fatto che si voglia sapere della loro conoscenza. Sono molto sensibili all’interesse sempre maggiore che la medicina ufficiale mostra verso la loro cultura, non credono comunque che i bianchi possano raggiungere la trance. Il medicine-man crede nelle forze della terra, nella forza degli animali (...l’elefante è la potenza, il leopardo l’astuzia...), nei poteri della vita selvaggia. Si può parlare da una parte di religiosità di tipo animistico, dall’altra di immanentismo. fonte: www.fabriziotavernelli.com
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