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IL PAESAGGIO INVISIBILE DELLA LIBERTA'
di Richard Glen

"Senza libertà di pensiero
non può esserci una società libera"
Giudice della Corte Suprema americana Felix Frankfurter

Il diritto di controllare la propria coscienza è la quintessenza della libertà. La libertà cognitiva è il paesaggio invisibile da cui fioriscono alcune delle nostre libertà più protette.
Io penso che in qualche modo la cosiddetta "guerra alle droghe" non sia una guerra contro pillole, polveri, piante e pozioni. Ma che sia una guerra contro la coscienza stessa, al fine di controllare quali stati mentali ed emotivi ci viene permesso di vivere. La definizione di "guerra alle droghe" non è casuale: è un modo per nascondere l'intenzione di controllare il diritto fondamentale di ogni uomo di conoscere liberamente le potenzialità della sua coscienza.
Nel romanzo di Orwell "1984", il governo di Oceania istituì diligentemente "la Nuova Lingua": un linguaggio attentamente studiato dal governo con lo scopo di rendere impossibili "modi di pensare non approvati". Prima dell'avvento della Nuova Lingua, le persone di Oceania comunicavano con la Vecchia Lingua, un linguaggio naturale e autonomo capace di esprimere emozioni e molteplici punti di vista. Controllando il linguaggio attraverso l'imposizione della Nuova Lingua – eliminando "le parole indesiderate" – il governo di Oceania era in grado di controllare e, in certi casi, di estinguere completamente alcuni pensieri.
Le persone cresciute con la Nuova Lingua, non avendo mai conosciuto la Lingua Vecchia, molto più ampia e ricca, non erano in grado di rendersi conto che il Governo stava limitando la loro coscienza.
Nel 1970, appena quattro anni dopo che la Chiesa Cattolica abbandonò finalmente l'Index Librorum Proibitorum (cioè l'elenco di libri che l'Inquisizione aveva dichiarato proibiti), il governo degli Stati Uniti creò il suo indice dei catalizzatori del pensiero proibiti: la lista federale delle sostanza controllate. Incluse nella lista vi erano 70 sostanze descritte come "allucinogene", denominate come "ad alto potenziale di abuso" e prive di "qualsiasi uso medico riconosciuto". Nella lista degli "allucinogeni" fuorilegge c'erano la psilocibina (il principio attivo dei funghi Psilocybe), la dmt (il principio attivo dell'ayahuasca), l'iboga, il peyote e l'lsd. L'esperienza provocata da queste sostanze è l'equivalente della "vecchia lingua": una modalità cognitiva della preistoria, non più accessibile alle nuove generazioni.
Evidenze archeologiche suggeriscono che gli esseri umani hanno convissuto con le piante visionarie per migliaia di anni. Il peyote ad esempio è stato usato per più di 10.000 anni.
Alcuni di coloro che ingeriscono piante visionarie affermano che esse aprono canali di comunicazioni con gli animali e altre entità.
Così come la Nuova Lingua aveva lo scopo di rendere alcuni pensieri della Vecchia Lingua letteralmente impensabili, allo stesso modo la Guerra agli Enteogeni rende tutta una serie di stati di coscienza e di consapevolezza inaccessibili. Peter Wilson ha dichiarato che la Guerra agli Enteogeni è una guerra alla natura del pensiero stesso.
Nella visione di Orwell descritta in 1984, il potere della Lingua Nuova di controllare e limitare il pensiero era possibile grazie al passere del tempo e cioè grazie al fatto che le nuove generazioni non avevano mai conosciuto la Vecchia Lingua.
Analogamente, la Guerra agli Enteogeni di oggi non viene riconosciuta per quello che è in verità perché l'attuale generazione di giovani adulti non ha mai conosciuto un epoca in cui la maggior parte degli enteogeni non era illegale. Coloro che non hanno mai sperimentato gli stati mentali che sono ora proibiti non si rendono conto di ciò che il governo sta loro negando. E' come se niente fosse stato loro tolto.
Poiché la natura dell'esperienze prodotta dagli enteogeni è difficilmente descrivibile, solo coloro che hanno conosciuto di persona la conoscenza delle piante visionarie e non sono caduti vittima dell'impatto psicologico derivante dall'essere stigmatizzato come "un consumatore di droghe", sono consapevoli della gravità di ciò che gli viene proibito, ovvero la possibilità di usare potenti modalità di pensiero e di percezione.
La situazione di coloro che oggi sono a favore dell'esperienza prodotta dagli enteogeni è addirittura peggiore di quella dell'uomo che, come dice il proverbio, deve descrivere i colori a una persona cieca, in quanto i "ciechi" sono al potere e hanno dichiarato che vedere i colori è un crimine.
Lasciati con l'impossibile compito di descrivere qualcosa che è indescrivibile, coloro che hanno assaggiato il frutto proibito devono difendere la loro causa cercando di spiegare cosa significa essere veramente liberi da un punto di vista filosofico e politico.
Tutto ciò ci porta di nuovo alla libertà cognitiva, ovvero il fondamento essenziale di qualsiasi altra libertà.

fonte: www.cognitiveliberty.org

 
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